La Spezia. Come coinvolgere la comunità esterna nel ruolo rieducativo che deve avere il carcere?
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Gazzetta della Spezia
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Riassunto
Il 22 gennaio si terrà a Fossitermi un incontro promosso dal Garante Agostino Codispoti per discutere la partecipazione della comunità esterna nell'opera rieducativa dei detenuti. L'obiettivo è sensibilizzare la cittadinanza sul degrado delle condizioni carcerarie e trovare soluzioni concrete, come la creazione di una struttura di accoglienza per le famiglie dei reclusi. L'iniziativa mira a raccogliere spunti da presentare alle istituzioni per costruire percorsi di supporto più efficaci. Questo evento sottolinea la necessità di un ponte solido tra società civile e sistema penitenziario per garantire dignità e reale rieducazione.
Il 12 gennaio 2026 si terrà a Milano il convegno nazionale “Comunicazione, dignità e lavoro nel carcere”, focalizzato sulla funzione rieducativa della pena e sul contrasto all'emergenza suicidi e al sovraffollamento. L'iniziativa esplora come il lavoro e una comunicazione empatica possano prevenire la recidiva e restituire dignità ai detenuti, con un focus particolare sulle madri recluse. Viene evidenziato il ruolo strategico di commercialisti e imprese nel facilitare il reinserimento sociale e professionale dei condannati. Questa iniziativa richiama l’attenzione sulla necessità di trasformare le carceri da luoghi di sofferenza a spazi di effettiva riabilitazione sociale.
A Palazzo Tursi si è tenuto il primo incontro ufficiale della Consulta Carcere-Città, un organismo permanente istituito dal Comune di Genova per favorire il dialogo tra il sistema penitenziario e il territorio. L'iniziativa, che rende Genova il primo comune italiano a dotarsi di tale strumento, mira a promuovere il reinserimento sociale attraverso sei macroaree tematiche, tra cui lavoro, sanità e diritti civili. La Consulta coinvolge istituzioni, magistratura e terzo settore per trasformare il carcere in una parte integrante della comunità, valorizzando le misure alternative e la funzione rieducativa della pena. Questo progetto rappresenta un modello innovativo di governance per affrontare congiuntamente inclusione sociale e sicurezza urbana.
Carmen D’Anzi, Garante della Provincia di Potenza, ha discusso le criticità delle carceri italiane, come sovraffollamento e carenza di personale, durante un incontro a Melfi. Ha sottolineato che l'istruzione e il lavoro riducono drasticamente la recidiva, citando dati che vedono il tasso scendere al 3-7% per chi accede ai percorsi rieducativi. Nonostante i benefici della Legge Smuraglia, attualmente solo il 32% dei detenuti lavora, principalmente per l'amministrazione penitenziaria. Questa situazione richiama la necessità di una maggiore collaborazione tra istituzioni e territorio per garantire la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.