Politica “atterrita” dal garantismo. Così sono i giudici a “fare le leggi”

Riassunto

L'autore critica l'inerzia del Parlamento nel legiferare su temi cruciali della giustizia, come il sequestro delle chat e l'esecuzione della pena, lasciando che i vuoti normativi vengano colmati dalla giurisprudenza o dalla Corte Costituzionale. Questo stallo, alimentato da conflitti ideologici, favorisce spesso interpretazioni restrittive dei diritti e costringe la Consulta a intervenire con misure chirurgiche per colmare le lacune legislative. La mancanza di riforme organiche delega di fatto il potere normativo ai giudici, rallentando l'attuazione delle garanzie previste dalla Costituzione. Tale scenario evidenzia la pericolosa tendenza della politica a abdicare al proprio ruolo, mettendo a rischio l'equilibrio del sistema penale italiano.

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