Perché Melillo sbaglia: libertà e segretezza vanno garantite

Riassunto

L'autore difende i limiti costituzionali alle intercettazioni, sostenendo che esse non possano trasformarsi in uno strumento di controllo generalizzato sulla vita privata dei cittadini. Viene criticata la proposta del Procuratore Melillo di estendere l'uso delle captazioni a reati diversi da quelli originari, interpretandola come un pericoloso arretramento verso modelli inquisitori che sacrificano i diritti individuali. Griffo ribadisce che la segretezza delle comunicazioni è un diritto inviolabile e che la magistratura deve rispettare la separazione dei poteri senza dettare l'agenda legislativa. Questa analisi sottolinea come la tutela delle libertà fondamentali non debba essere subordinata alla mera efficienza investigativa.

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