Una città nella città dove la primavera non entra

Riassunto

L'articolo denuncia l'isolamento delle carceri italiane, dove il tempo appare immobile e il sovraffollamento ostacola le attività di studio, lavoro e socializzazione. Spazi essenziali come palestre, biblioteche e aree comuni sono spesso trascurati dallo Stato, restando funzionali solo grazie all'impegno fondamentale di volontari e associazioni del terzo settore. Recentemente, nuove lungaggini burocratiche e preoccupazioni riguardanti la libertà di espressione nelle riviste scritte dai detenuti rischiano di allontanare ulteriormente la comunità civile dai penitenziari. Questa situazione evidenzia una critica mancanza di investimenti pubblici e una visione istituzionale che sembra privilegiare il controllo sulla reale riabilitazione dei condannati.

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