“Confessa o resti pericoloso”. Quando il permesso premio diventa un “ricatto”

Riassunto

L'articolo ripercorre l'odissea giudiziaria di Filippo Mosca, condannato in Romania a otto anni per droga e recentemente trasferito nel carcere di Viterbo. Nonostante una condotta esemplare, la magistratura di sorveglianza italiana gli ha negato i permessi premio perché Mosca continua a dichiararsi innocente, rifiutando di 'rielaborare criticamente' un reato che sostiene di non aver commesso. L'autrice evidenzia inoltre una preoccupante disparità territoriale, rilevando come nel Lazio la concessione di permessi sia drasticamente inferiore rispetto alla Lombardia. Questa vicenda solleva interrogativi cruciali sulla gestione della pericolosità sociale e sul rischio che i benefici penitenziari diventino una 'lotteria' dipendente da confessioni forzate.

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