La Cassazione dice “no” all’interrogatorio preventivo se c’è rischio di reiterazione del reato

Riassunto

Le Sezioni unite della Cassazione hanno stabilito che, in procedimenti con più indagati, i giudici devono distinguere chi può essere arrestato subito da chi ha diritto all'interrogatorio preventivo previsto dalla legge Nordio. La sentenza chiarisce che il rischio di reiterazione del reato nega il diritto all'interrogatorio anticipato, costringendo magistrati e gip a gestire le misure cautelari in tempi diversi per evitare la rivelazione prematura delle prove. Questa decisione, pur seguendo l’indirizzo del Ministro della Giustizia, rischia di raddoppiare il carico di lavoro per uffici giudiziari già in forte affanno. Ciò evidenzia le criticità operative e le possibili inefficienze che le recenti riforme garantiste stanno introducendo nel sistema penale italiano.

di Liana Milella
Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2026
In manette direttamente chi può delinquere di nuovo e si rinviano gli altri accusati a un secondo momento: doppio lavoro per gli uffici del Gip. Solo due pagine. In arrivo dalle Sezioni unite della Cassazione, fissano per pm e gip l’indirizzo da seguire su una delle norme più contestate della prima legge di Carlo Nordio che impone l’interrogatorio preventivo prima dell’arresto. Gli ermellini non solo confermano il diritto di conoscere le accuse, ma costringono pm e gip a scindere il destino degli imputati tra chi viene arrestato subito perché potrebbe delinquere di nuovo, e non ha diritto a essere interrogato prima, e chi il diritto ce l’ha.
Doppio lavoro per uffici gip già oggi al collasso. Resta intatta la dannosa discovery delle prove raccolte. Il Guardasigilli si autocompiace sempre del suo garantismo, ma da quel 25 agosto 2024, quando la legge che cancella l’abuso d’ufficio è entrata in vigore, pm e gip impazziscono su indagini con più imputati. Tant’è che più volte se n’è occupata la Suprema corte. Ora Piazza Cavour stabilisce un principio che toghe e giuristi già definiscono “più filo che anti-Nordio”. Sono una sorta di sudoku le due pagine firmate dal presidente aggiunto Stefano Mogini.
Relatore ed estensore della sentenza sarà Aldo Aceto. In un’inchiesta con più imputati le richieste d’arresto del pm non hanno tutte il peso per far sì che il gip faccia l’interrogatorio preventivo. Su questo i giudici della Cassazione si sono già divisi, tanto da giungere alle Sezioni unite. La soluzione non sarà quella, pur ipotizzata, di eliminare per tutti l’interrogatorio, né quella di consentirlo, perché ciò rischierebbe di favorire, con la discovery, chi ha una situazione penale più pesante. Che s’inventano le Sezioni unite? Come la spiega al Fatto chi ha seguito il caso “per tutelare le esigenze cautelari le misure dovranno essere eseguite in tempi diversi, adattando la legge Nordio alle singole situazioni”. Poiché è già vietato l’interrogatorio preventivo per chi rischia di reiterare il reato, sarà quella la prima misura eseguita.
In un secondo momento saranno fatte le altre. Ecco le parole della Corte. Il quesito giuridico e la risposta: “Se il gip, in un procedimento cautelare riguardante più indagati ai quali sono contestati reati connessi o probatoriamente collegati, quando ritenga sussistenti le condizioni per applicare, nei confronti di uno o più di essi, una misura personale in assenza di previo interrogatorio, possa effettuare l’interrogatorio successivo anche nei confronti dei coindagati destinatari di misura personale per i quali è previsto l’espletamento dell’interrogatorio preventivo”.
La risposta è lapidaria, questa soluzione è “negativa”. Dunque no all’interrogatorio per tutti. Tra le soluzioni possibili che hanno diviso la Corte, dice un gip al Fatto, è stata scelta “quella più in linea con la legge Nordio”. Di mezzo un caso che arriva da Ascoli Piceno, dove due fratelli, M.V. e G.V., hanno imputazioni diverse, uno accusato di lesioni personali aggravate, tentata violenza privata e danneggiamento nei confronti di un altro ascolano, mentre il fratello risponde di stalking e tentata violenza privata.
A luglio il tribunale emette un’ordinanza impugnata in Cassazione da G.V., il fratello con responsabilità minori. I fatti risalgono all’inizio del 2025 e G.V. chiede che sia rispettato il suo diritto all’interrogatorio, impossibile per il fratello. Il ricorso approda alle Sezioni unite perché i giudici sono divisi: chi sostiene che per reati gravi col rischio di recidive l’interrogatorio preventivo deve saltare per tutti. Nel caso di Ascoli per entrambi i fratelli.
Dall’altra chi valuta la deroga eccessiva. Le Sezioni unite “decidono in linea con la legge Nordio”: si arresta senza interrogatorio preventivo chi può delinquere di nuovo, si rinviano gli altri indagati a un secondo momento. Un compromesso che mette in crisi gli uffici dei gip duplicando i fascicoli.