Il frigorifero in cella e la vendetta. Se vince la logica della punizione

Riassunto

L'autore critica la tendenza del sistema carcerario a concentrarsi sulla sofferenza esteriore e sulla privazione materiale, come la rimozione dei frigoriferi dalle celle, intese come strumenti di punizione. Riboldi sostiene che questo tipo di disagio fisico non favorisce il cambiamento, ma diventa spesso un alibi per i detenuti per evitare un reale lavoro di introspezione e assunzione di responsabilità. Il vero percorso rieducativo dovrebbe invece puntare a una sofferenza interiore generativa, capace di portare a una rinascita etica e personale attraverso il confronto con il male commesso. Questo testo sottolinea l'urgenza di passare da un modello carcerario puramente afflittivo a uno realmente orientato alla riabilitazione della persona.

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