Cronaca del suicidio di Andrea, il 18esimo dell’anno

Riassunto

L'articolo documenta il tragico suicidio di Andrea Ben Maatoug, un detenuto di 36 anni nel carcere di Rebibbia, avvenuto dopo il diniego di un permesso per vedere la famiglia nonostante manifestasse chiari segni di disagio psicologico. Gli autori denunciano un fallimento sistemico dello Stato, evidenziando come il sovraffollamento cronico — con 1.700 detenuti a fronte di una capienza di 1.100 — e la carenza di figure professionali come psicologi ed educatori rendano le carceri luoghi di abbandono. La morte di un uomo sotto la custodia pubblica viene descritta non come una fatalità, ma come il risultato di scelte politiche che privilegiano la sicurezza repressiva rispetto alla dignità e alla tutela della vita. Questa tragedia mette in luce l'urgenza critica di decongestionare le strutture penitenziarie italiane per evitare ulteriori fallimenti dello Stato.

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