Dalla nazionale giovanile al carcere. La storia dei calciatori libici detenuti in Italia

Riassunto

Mohanned Khashiba, ex calciatore libico detenuto da oltre undici anni nel carcere dell'Ucciardone di Palermo, ha avviato una protesta estrema cucendosi le labbra per sollecitare il suo rimpatrio e quello di altri connazionali. Condannato a trent'anni come scafista in un processo del 2015 ritenuto superficiale dalla difesa, Khashiba chiede l'applicazione di un recente accordo bilaterale tra Roma e Tripoli per lo scambio di prigionieri. Le condizioni della "nona sezione" in cui è recluso sono state descritte come disumane dal garante dei detenuti, alimentando una mobilitazione solidale senza precedenti in Libia. Questa vicenda mette in luce le problematiche legate alle condanne basate sull'articolo 12 del Testo Unico sull'Immigrazione e la difficoltà del sistema italiano nel distinguere tra scafisti e passeggeri.

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