Diritti negati ai migranti, sotto assedio finisce anche la vita affettiva
Riassunto
Il nuovo disegno di legge sull'immigrazione introduce criteri rigidi e cumulativi, come il reddito triennale e la certificazione linguistica B1, per il riconoscimento del diritto alla vita privata e familiare. L'autrice evidenzia come questa riforma trasformi un diritto fondamentale in un privilegio burocratico, escludendo chi vive in condizioni di precarietà lavorativa o abitativa nonostante legami sociali consolidati. La norma sposta inoltre l'intero onere della prova sul richiedente e solleva dubbi di legittimità per l'esclusione basata su condanne non definitive. Questo scenario riflette una preoccupante tendenza del sistema italiano a ignorare la realtà dell'integrazione a favore di parametri tecnici selettivi.