Se un reato è prescritto lo è anche per la commissione antimafia
Riassunto
L’autore analizza la complessa sovrapposizione tra le indagini giudiziarie della Procura di Caltanissetta e l'attività della commissione parlamentare antimafia sul dossier 'mafia-appalti' e la strage di via D’Amelio. Fiandaca critica la scelta di condurre audizioni pubbliche prive di garanzie difensive, che rischiano di trasformarsi in processi mediatici basati su ipotesi accusatorie non vagliate da un giudice. Viene inoltre sollevata la questione della legittimità costituzionale di indagare su reati già prescritti, pratica che la Consulta ritiene lesiva della reputazione dei singoli coinvolti, come nel caso degli ex magistrati Natoli e Pignatone. Ciò evidenzia un rischio concreto per la tenuta dei princìpi di civiltà giuridica e della presunzione di non colpevolezza nel sistema italiano.