“Il decreto Sicurezza stravolge l’assetto legale e costituzionale del sistema penitenziario”
Riassunto
Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, critica duramente il quarto decreto sicurezza del governo, denunciando una progressiva erosione delle garanzie democratiche e dello Stato di diritto. Tra le norme più contestate figurano l'introduzione di agenti infiltrati nelle carceri e l'inasprimento delle pene per lo spaccio di lieve entità, misure che rischiano di alimentare tensioni e aggravare il sovrappollamento penitenziario. Gonnella evidenzia inoltre come la sproporzione delle pene e la limitazione del gratuito patrocinio per i migranti rappresentino una deriva verso un 'neo-autoritarismo' punitivo. Questa analisi sottolinea una crisi profonda nel rapporto tra legislazione d'urgenza e principi costituzionali del sistema penale italiano.