Dialogo, lo spazio che ci separa e ci unisce

Riassunto

L'autore riflette sulla scelta di 'dialogo' come parola chiave del 2026 per Treccani, sottolineando la necessità di riscoprire l'ascolto e la fiducia reciproca in una società sempre più individualista. Attraverso riferimenti al cinema e alla psicoterapia, l'articolo evidenzia come il vero confronto richieda il riconoscimento dello spazio tra sé e l'altro, elemento spesso assente nei conflitti globali contemporanei. Senza questa reciprocità, la comunicazione perde efficacia e lascia spazio a ferite profonde, rendendo la diplomazia uno strumento svuotato di senso. Il testo invita a riappropriarsi del dialogo come pratica quotidiana e internazionale per superare le logiche di scontro. Questa riflessione evidenzia l'urgenza di ricostruire ponti relazionali in un'epoca segnata da distanze incolmabili.

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