L’avvocato “collaboratore”? Il sogno di tutti i regimi autoritari, di qualunque colore

Riassunto

L'articolo discute il controverso provvedimento del decreto sicurezza che prevedeva un compenso di 615 euro per gli avvocati che convincono i migranti a rimpatriare, norma poi bloccata dal Presidente Mattarella. L'autore sottolinea come tale misura violi il diritto costituzionale alla difesa e svilisca il ruolo del legale, trasformandolo impropriamente in un collaboratore dello Stato. Questa disposizione viene inquadrata in una tendenza più ampia verso un inasprimento penale estremo che mette a rischio i principi fondamentali della giurisdizione liberale. Tale vicenda evidenzia la necessità di preservare l'indipendenza dell'avvocatura come pilastro inviolabile dello Stato di diritto.

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