No al “premio” sui rimpatri, avvocatura e magistratura: si cambi il Dl sicurezza
Riassunto
L'avvocatura e la magistratura italiana esprimono forte dissenso verso una norma del decreto sicurezza che prevede un compenso di 615 euro per gli avvocati che assistono i migranti nei percorsi di rimpatrio volontario. Organismi come il CNF, l'OCF e l'ANM denunciano il rischio che la funzione difensiva venga piegata a logiche premiali governative, minando l'indipendenza del legale e l'effettività della tutela giurisdizionale. Nonostante le critiche e lo stato di agitazione proclamato dai rappresentanti forensi, la maggioranza difende la misura come un sostegno economico per prestazioni attualmente non retribuite. Questa controversia mette in luce una tensione critica tra le politiche di controllo migratorio e i principi deontologici e costituzionali del sistema penale italiano.