I soldi agli avvocati per incentivare i rimpatri, un problema etico
Riassunto
L'articolo analizza criticamente un emendamento al decreto sicurezza che prevede il pagamento degli avvocati solo a seguito del buon esito dei rimpatri volontari assistiti. L'autrice evidenzia come questa norma snaturi la professione forense, trasformando un'obbligazione di mezzi in una di risultato e creando un potenziale conflitto di interessi tra il legale e il suo assistito. Viene inoltre denunciato il mancato coinvolgimento del Consiglio Nazionale Forense in una decisione che rischia di ridurre l'avvocato a un mero agente governativo. Tale provvedimento rappresenta una sfida preoccupante per l'indipendenza e l'etica della professione forense in Italia.