Pene pecuniarie principali non pagate, sì alla detenzione domiciliare sostitutiva
Riassunto
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 54/2026, ha dichiarato illegittima la normativa che impediva di convertire le pene pecuniarie principali insolute in detenzione domiciliare sostitutiva. La Consulta ha rilevato un'ingiustificata disparità di trattamento rispetto alle pene sostitutive, sottolineando che l'insolvenza colpevole deve essere trattata in modo uniforme per garantire la coerenza del sistema. La decisione ribadisce che tutte le sanzioni monetarie condividono la stessa natura e devono assicurare l'effettività della pena nel rispetto del principio di eguaglianza. Questa sentenza rappresenta un passo significativo verso la razionalizzazione delle risposte sanzionatorie nel sistema penale italiano.