La collegialità sulla libertà personale non è un capriccio organizzativo, è una garanzia
Riassunto
L'articolo analizza le critiche del segretario dell'Anm alla nuova norma che introduce il Gip collegiale, prevedendo tre giudici anziché uno per decidere sulla custodia cautelare. L'autore sostiene che questa riforma sia un atto di civiltà giuridica necessario per ridurre gli errori giudiziari e proteggere la libertà personale, spesso compromessa da decisioni monocratiche affrettate. Nonostante le preoccupazioni sulla carenza di organico nei tribunali, si ribadisce che il costo organizzativo non può giustificare il sacrificio dei diritti costituzionali. Questa riforma evidenzia la necessità impellente di bilanciare l'efficienza processuale con le garanzie fondamentali dell'indagato.