Migranti. “Dobbiamo imparare a riconoscere un’ingiustizia anche quando la vittima non ci somiglia”

Riassunto

In questa intervista, la neuroscienziata Samah Karaki spiega come l’empatia non sia una bussola morale imparziale, poiché tende a favorire chi ci è simile o vicino rispetto alle masse statistiche. L'esperta avverte che i media e la politica spesso strumentalizzano le emozioni per orientare l'attenzione o legiferare sull'onda della cronaca, rischiando di creare anestesia sociale. Invece di semplici corsi di empatia a scuola, Karaki propone un'educazione al giudizio critico e al diritto, per riconoscere l'ingiustizia anche quando la vittima non ci somiglia. Questa analisi evidenzia la necessità di bilanciare i sentimenti con norme di uguaglianza universali per garantire una democrazia matura e meno dipendente dalla narrazione emotiva.

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