Documentario su Regeni, zero trasparenza nelle Commissioni ministeriali per il cinema

Riassunto

L'autore critica duramente la gestione delle nomine ministeriali nel settore cinematografico, denunciando la mancanza di meritocrazia e trasparenza nella selezione dei 27 esperti incaricati di assegnare i contributi pubblici. L'articolo evidenzia come molti commissari siano privi di esperienza specifica nel cinema, essendo stati scelti con logiche arbitrarie che hanno portato a casi controversi, come il rifiuto del finanziamento per il documentario su Giulio Regeni. Viene proposta come soluzione l'adozione di avvisi pubblici e criteri di selezione oggettivi basati sui curricula per superare il rischio di clientelismo. Questo scenario sottolinea l'urgente bisogno di una riforma strutturale per garantire l'integrità del sistema culturale italiano.

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