Sardegna. Detenuti 41 bis, ora anche Forza Italia è contro il piano del governo Meloni
Riassunto
Il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis ha espresso ferma opposizione al piano governativo di trasferire circa un terzo dei detenuti nazionali in regime di 41-bis in tre carceri della Sardegna, definendo la proposta inaccettabile. Questa presa di posizione ha scatenato la reazione del Movimento 5 Stelle, che accusa il centrodestra di essersi accorto in ritardo di un progetto già denunciato da mesi dalla giunta regionale Todde. La polemica evidenzia il timore che l'isola venga trasformata in una colonia penale senza il consenso delle istituzioni locali. La situazione mette in luce la crescente tensione tra la Sardegna e il governo centrale sulla gestione della sicurezza e dei diritti nel sistema carcerario.
cagliaritoday.it, 22 gennaio 2026
Il deputato e coordinatore regionale del partito in Sardegna Pietro Pittalis annuncia battaglia dopo la pubblicazione del verbale della Conferenza Stato-Regione: “Non si parla di poche decine di detenuti, come mi era stato riferito: lo contrasterò con tutte le forze”. M5S attacca: “Meglio tardi che mai”. Il trasferimento dei detenuti sottoposti al regime di 41 bis in Sardegna torna al centro dello scontro politico, dopo la pubblicazione integrale dei verbali della Conferenza Stato-Regioni, con il piano governativo illustrato dal sottosegretario meloniano Delmastro (ne abbiamo parlato per primi qui). Documenti che, secondo opposizioni e governo regionale, confermano un piano ben più ampio rispetto a quanto inizialmente rappresentato: non poche decine di detenuti, ma una quota consistente, fino a circa un terzo del totale nazionale, concentrata in tre strutture carcerarie dell’isola. Ora se ne è accorto anche il deputato sardo di Forza Italia, all’opposizione in Regione ma in maggioranza in Parlamento, e coordinatore regionale del partito Pietro Pittalis che in una nota annuncia battaglia contro quella che definisce una prospettiva inaccettabile: “La contrasterò con tutte le mie forze”, sottolinea.
“Un plauso al governo per la crescente attenzione al sistema penitenziario - premette - ma c’è un aspetto che voglio rappresentare con forza: quello dei detenuti al 41 bis”. Pittalis spiega di aver maturato la propria contrarietà dopo aver esaminato i verbali ufficiali: “All’esito della loro pubblicazione integrale ho dovuto constatare che non si parla di poche decine di detenuti, come mi era stato riferito, ma addirittura di un terzo dei detenuti in regime di 41 bis”. Una scelta che, sottolinea, comporterebbe anche “la trasformazione del carcere di Badu e Carros in una struttura dedicata allo scopo”. Il deputato azzurro annuncia di voler portare la questione in Parlamento: “Voglio dare voce alla comunità sarda, alle istituzioni e alla Chiesa sarda che si sta mobilitando contro questo disegno”. E aggiunge: “Le risoluzioni presentate dalle opposizioni non sono state neanche lette, ma intendo contrastare questo progetto con tutte le mie forze”.
Parole che non bastano però a smorzare le critiche del Movimento 5 Stelle. Il deputato sardo Mario Perantoni replica e parla di una presa di posizione tardiva: “Meglio tardi che mai. Prendiamo atto che anche l’onorevole Pittalis ha finalmente scoperto ciò che la presidente Todde, il governo regionale e il M5S denunciano da mesi”. Secondo Perantoni, il quadro è chiaro da tempo: “Il governo ha mentito alla Sardegna sul 41 bis e sta tentando di trasformare l’isola nella Cayenna d’Italia”. Il riferimento è ai verbali della Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre scorso, che - sostiene - “ufficializzano nero su bianco un disegno già definito”.
“Non si tratta assolutamente di poche decine di detenuti - ribadisce l’esponente M5S - ma di numeri ben più consistenti, senza alcun reale coinvolgimento della Regione e delle comunità locali”. Da qui l’affondo politico: “Ora che anche una parte del centrodestra ammette la gravità di quanto sta accadendo, ci aspettiamo delle scuse nei confronti della presidente Todde e maggiore coerenza”.
Perantoni chiude con un appello diretto agli alleati di governo: “Meno applausi al ministro Nordio e più atti concreti per fermare una scelta che penalizza la Sardegna e umilia le sue istituzioni. Dopo Pittalis, aspettiamo che si svegli anche il resto del centrodestra sardo, in particolare Fratelli d’Italia”. E conclude: “La Sardegna non è una colonia penale e non può pagare il prezzo dei fallimenti del governo”.