Suicidi in carcere, -10% nel 2025: Nordio scommette su scuola e cultura
Ivan Cimmarusti
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Il Sole 24 Ore
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Riassunto
Il ministro Carlo Nordio ha presentato la relazione sulla giustizia per il 2025, evidenziando un calo del 10% dei suicidi in carcere, pur definendo il fenomeno ancora strutturale e allarmante. Per contrastare l'isolamento e il disagio, il Ministero punta su un Piano di prevenzione integrato e sul potenziamento dell'istruzione, con oltre 19.000 detenuti coinvolti in percorsi scolastici e universitari. La gestione della salute mentale tramite le REMS resta un nodo centrale, nonostante le aspre critiche di esponenti come Giachetti sulle condizioni degradanti degli istituti. Questa situazione sottolinea l'urgenza di passare da una gestione emergenziale a riforme strutturali che garantiscano effettivamente la dignità e la salute dei detenuti.
L'articolo critica la visione ottimistica del Ministro Nordio sullo stato delle carceri nel 2025, evidenziando che il calo del 10% dei suicidi è solo parziale se confrontato con il record negativo dell'anno precedente. I dati reali mostrano un sovraffollamento critico con oltre 63.000 detenuti e un numero di morti totali in aumento, smentendo l'immagine di un sistema in netto miglioramento. Anche le opportunità lavorative restano limitate, con solo il 3,4% dei detenuti impiegato all'esterno e scarse prospettive di reinserimento. Questa situazione sottolinea una discrepanza allarmante tra la narrativa istituzionale e le reali criticità del sistema penitenziario italiano.
In un recente resoconto alla Camera, il Guardasigilli Carlo Nordio ha rivendicato i progressi del governo nel sistema carcerario, citando un calo del 10% dei suicidi e nuovi investimenti per la salute mentale e il lavoro esterno. Tuttavia, i dati reali mostrano che il numero totale di decessi rimane quasi invariato e che il sovraffollamento è in aumento, con oltre 63.000 detenuti a fronte di circa 46.000 posti disponibili. Mentre il ministro attribuisce la responsabilità della mancata applicazione delle misure alternative alla magistratura, le opposizioni denunciano condizioni di vita degradanti per i reclusi. Questa divergenza tra la narrazione istituzionale e la realtà dei fatti evidenzia la persistente emergenza dei diritti umani nelle carceri italiane.
La relazione annuale del ministro Carlo Nordio per il 2025 evidenzia una significativa riduzione delle misure cautelari in Italia, con un calo degli arresti domiciliari e della custodia in carcere rispetto al 2024. I dati mostrano inoltre che il 90% dei casi soggetti a restrizioni si conclude con una condanna definitiva, sebbene emergano critiche sull'incompletezza delle statistiche fornite dagli uffici giudiziari. Parallelamente, resta acceso lo scontro con il Mef sulla trasparenza dei risarcimenti per l'ingiusta detenzione, a fronte di pochissimi procedimenti disciplinari avviati. Questa situazione sottolinea l'urgenza di migliorare la precisione nella raccolta dati per garantire un'analisi corretta dell'efficacia del sistema penale italiano.