Delrio (Pd): “Il mio ddl equilibrato. Le critiche sono completamente infondate”
Matteo Marcelli
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Avvenire
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Riassunto
In un'intervista, il senatore Graziano Delrio spiega la sua decisione di non firmare il ddl Giorgis, sostenendo che l'antisemitismo richieda una legge specifica a causa della sua natura peculiare e distinta dalle altre discriminazioni. Delrio difende l'adozione della definizione internazionale IHRA, precisando che essa non impedisce la critica al governo israeliano ma mira a contrastare un fenomeno in crescita che minaccia la democrazia. Il senatore sottolinea come l'antisemitismo abbia radici culturali profonde e auspica una convergenza bipartisan per affrontare il problema senza strumentalizzazioni politiche. Questa posizione evidenzia l'urgenza di strumenti legislativi mirati per proteggere la libertà religiosa e l'identità culturale nel panorama democratico.
Il Partito Democratico affronta una profonda divisione interna riguardo al ddl sull'antisemitismo proposto dal senatore Graziano Delrio, che approderà a breve in commissione Giustizia. La segretaria Elly Schlein ha promosso un testo alternativo che eviti i riferimenti alla definizione dell'Ihra, temendo che critiche legittime allo Stato di Israele possano essere erroneamente sanzionate. Mentre altri partiti di maggioranza e opposizione avanzano proposte simili basate sulla medesima definizione internazionale, il PD cerca una sintesi che eviti ulteriori frammentazioni interne. Questo caso evidenzia la complessità di trovare un equilibrio normativo tra la lotta alle discriminazioni e la tutela della libertà di critica politica nel contesto geopolitico attuale.
Il Partito Democratico si presenta diviso sul nuovo disegno di legge contro l’antisemitismo: la proposta ufficiale del senatore Andrea Giorgis non è stata firmata da cinque colleghi riformisti, tra cui Graziano Delrio. La controversia nasce dalla scelta di non adottare la definizione di antisemitismo dell’Ihra, preferendo una formulazione basata sulle linee guida del Consiglio d’Europa per garantire il diritto di critica verso Israele. Questa frattura interna trasforma un tema di civiltà in un terreno di scontro politico tra la segreteria Schlein e l'area riformista. La situazione evidenzia la difficoltà del principale partito di centrosinistra nel mantenere una linea unitaria su questioni etiche e internazionali di grande rilievo.
L'articolo illustra l'avvio dell'iter in Senato per il disegno di legge contro l'antisemitismo proposto da Graziano Delrio, mossa che ha generato tensioni interne al Partito Democratico. La segretaria Elly Schlein punta a un testo unitario entro metà gennaio, ma permangono divisioni sull'adozione della definizione dell'Ihra e sul timore di limitare le critiche al governo israeliano. Con il Movimento 5 Stelle pronto a presentare la propria proposta e il centrodestra che osserva le crepe nell'opposizione, il dibattito parlamentare si preannuncia complesso. Questa situazione evidenzia la difficoltà del centrosinistra nel trovare una sintesi comune su temi etici e internazionali di grande sensibilità.