Il “garantismo” del Governo: 57 nuovi reati, 60 aggravanti e pene aumentate di mezzo millennio
Riassunto
L'articolo critica duramente il governo Meloni, definendolo il meno garantista della storia repubblicana per aver introdotto numerosi nuovi reati e un massiccio aumento delle pene. Mario Di Vito sostiene che la riforma sulla separazione delle carriere rischi di conferire un potere eccessivo e discrezionale ai pubblici ministeri, allontanandosi dalle reali tutele per gli indagati. Viene inoltre sottolineato come la Corte Costituzionale avesse già chiarito che tale separazione sarebbe stata realizzabile con una legge ordinaria, rendendo la modifica della Costituzione una scelta puramente ideologica. La manovra viene descritta come un tentativo di centralizzare il potere dell'accusa a scapito dell'equilibrio del sistema giudiziario. Questo scenario solleva interrogativi urgenti sulla tenuta dello stato di diritto e sull'effettiva necessità di riforme costituzionali motivate da scopi politici.