Grave infermità fisica del detenuto e compatibilità con il regime carcerario
Riassunto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3312/2026, ha chiarito che la valutazione della compatibilità tra le condizioni di salute di un detenuto e la detenzione deve basarsi sulla reale capacità della struttura di somministrare le cure necessarie. Il giudice deve accertare preventivamente, anche tramite perizie, che il regime carcerario non violi la dignità umana o i principi costituzionali sulla salute e sulla funzione della pena. Tale verifica non può essere delegata all'amministrazione penitenziaria ma costituisce un presupposto fondamentale della decisione giudiziaria. La sentenza specifica che la permanenza in carcere è legittima solo se vengono garantiti monitoraggi costanti e cure multidisciplinari senza interruzioni. Questo orientamento ribadisce il ruolo centrale della magistratura nella protezione dei diritti fondamentali dei detenuti, prevenendo trattamenti inumani.