Un memorandum per chiunque vinca il referendum
Riassunto
L'autore analizza il nesso tra democrazia giudiziaria e il referendum sulla separazione delle carriere, evidenziando come la magistratura sia ormai un regolatore essenziale dei conflitti tra i poteri dello Stato. Donini sostiene che tale ruolo regolatorio debba appartenere esclusivamente alla giurisdizione e non alle procure, rendendo necessaria una distinzione netta tra giudici e pubblici ministeri per garantire la parità delle armi nel processo. Viene inoltre criticata la contraddizione di un governo che propone riforme liberali pur mantenendo un approccio penale autoritario e populista. Indipendentemente dall'esito del voto, l'articolo sottolinea la necessità di superare le logiche del "partito dei magistrati" per tutelare la cultura della giurisdizione e la dialettica processuale. Questo dibattito evidenzia una questione cruciale per l'equilibrio della forma di Stato democratica in Italia.