Una telefonata allunga la vita… e un decreto del ministero della Giustizia l’accorcia
Riassunto
L'articolo sottolinea l'importanza delle telefonate per i detenuti come stabilizzatore emotivo fondamentale per contrastare depressione, suicidi e violenza all'interno degli istituti di pena. Gli autori criticano la recente decisione del Ministero della Giustizia di fissare a sei il numero massimo di telefonate mensili, un limite che di fatto riduce le possibilità di contatto rispetto alle deroghe introdotte durante il periodo Covid. Viene contestato l'argomento della sicurezza, poiché i contatti illeciti avvengono solitamente tramite cellulari clandestini e non attraverso le linee ufficiali controllate dall'amministrazione. L'intervento si conclude con un appello al Parlamento affinché approvi emendamenti volti ad aumentare o liberalizzare le comunicazioni autorizzate, specialmente a fronte del persistente problema del sovraffollamento. Questa riflessione evidenzia una questione critica per il sistema penale italiano, in cui il mantenimento dei legami affettivi rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione del disagio.