Pene contrarie al senso di umanità: per la Consulta un test di coerenza

Riassunto

L'articolo analizza l'iniziativa del Tribunale di Sorveglianza di Firenze che ha sollevato una questione di legittimità costituzionale chiedendo di introdurre il differimento della pena qualora le condizioni carcerarie siano inumane o degradanti. Viene evidenziato come il degrado strutturale, esemplificato dal caso del carcere di Sollicciano, violi non solo la dignità della persona garantita dalla Costituzione, ma anche gli obblighi internazionali della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. L'autore sostiene che la Consulta debba colmare un vuoto normativo per garantire un rimedio effettivo contro trattamenti contrari al senso di umanità, superando l'inerzia del legislatore. Questa iniziativa mette in luce una criticità sistemica e una sfida di civiltà fondamentale per l'intero ordinamento penitenziario italiano.

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