Padova. “Siamo davanti a una tragedia annunciata. Da tempo si parlava di una dismissione”
Alice Ferretti
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Il Mattino di Padova
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Riassunto
L'articolo analizza le conseguenze della chiusura della sezione di Alta Sicurezza del carcere Due Palazzi di Padova, segnata dal tragico suicidio del detenuto Pietro Marinaro durante il trasferimento. I rappresentanti del volontariato, Ornella Favero e Attilio Favaro, denunciano la fine di un modello riabilitativo d'eccellenza che permetteva ai condannati per gravi reati di intraprendere percorsi di cambiamento. Il trasferimento improvviso e la perdita dei pochi punti fermi costruiti negli anni sono descritti come atti di estrema crudeltà che vanificano i progressi compiuti. Questa vicenda mette in luce la critica gestione dei regimi detentivi speciali e l'importanza vitale dei progetti di reinserimento nel sistema penitenziario italiano.
Un detenuto di 74 anni si è tolto la vita nel carcere Due Palazzi di Padova poco prima di essere trasferito, suscitando la dura reazione dell'associazione Ristretti Orizzonti che parla di 'tragedia annunciata'. Rossella Favero denuncia lo smantellamento del 'modello Padova' e l'interruzione dei percorsi di rieducazione causati dalle recenti decisioni ministeriali e dalla chiusura della sezione Alta Sicurezza 1. Le associazioni e il Terzo settore segnalano come questi provvedimenti distruggano anni di lavoro sul reinserimento sociale, aumentando la pressione su detenuti e agenti. Questo drammatico evento sottolinea la necessità urgente di riconsiderare l'approccio rieducativo del sistema carcerario italiano.
L'articolo analizza le forti tensioni tra il DAP e il carcere Due Palazzi di Padova in seguito alla chiusura del reparto di Alta Sicurezza, segnata tragicamente dai suicidi di due detenuti durante le operazioni di trasferimento. Le nuove e restrittive direttive ministeriali hanno limitato l'accesso dei detenuti ai laboratori lavorativi d'eccellenza della struttura, ignorando le linee guida interne che raccomandano cautela e preavviso per tutelare la stabilità psicologica dei reclusi. La gestione improvvisa del provvedimento ha sollevato aspre polemiche politiche e sociali, mettendo in luce le contraddizioni tra le circolari burocratiche e la realtà operativa penitenziaria. Questo caso evidenzia una preoccupante criticità nella gestione dei trasferimenti e nel coordinamento tra i vertici dell'amministrazione e le direzioni carcerarie.
Un detenuto di 70 anni si è tolto la vita nel carcere Due Palazzi di Padova in seguito all'annuncio del trasferimento improvviso di circa venti persone della sezione Alta sicurezza. Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, ha denunciato come tali spostamenti repentini scardinino i percorsi di reinserimento e le relazioni umane costruite in anni di permanenza. Le associazioni del Terzo settore criticano l'amministrazione penitenziaria per la mancanza di rispetto verso i detenuti e il lavoro dei volontari, chiedendo un incontro urgente al Ministero della Giustizia. Questo drammatico episodio mette in luce la fragilità del sistema carcerario e l'urgenza di tutelare la dignità e la salute mentale dei ristretti durante i trasferimenti.