Nelle carceri le attività di teatro e di cultura sono sgradite?
Riassunto
L'articolo denuncia come una recente circolare del DAP stia limitando drasticamente le attività educative e culturali nelle carceri italiane, bloccando progetti storici di teatro e lettura precedentemente consolidati. Questa restrizione si inserisce in un contesto di grave sovraffollamento e riflette una visione governativa prettamente punitiva, che sembra ignorare la funzione rieducativa della pena prevista dall'articolo 27 della Costituzione. L'autore evidenzia il rischio di smantellare decenni di lavoro sociale e cooperativo, citando l'interruzione di esperienze d'eccellenza a Saluzzo, Asti e Padova. Questa tendenza evidenzia una crisi profonda del sistema penitenziario italiano, sempre più lontano dai principi di umanità e recupero sociale.