Non è un referendum ma una vera guerra. E io non partecipo alla chiamata alle armi
Riassunto
Il magistrato Guido Salvini critica duramente la campagna referendaria sulla giustizia, definendola una "guerra di religione" basata su slogan manipolatori piuttosto che su un'informazione reale per i cittadini. Pur apprezzando il sorteggio per i membri del CSM per contrastare il potere delle correnti, Salvini contesta la separazione dei concorsi e le incongruenze strutturali della proposta Alta Corte disciplinare. L'autore sottolinea inoltre come la riforma ignori il problema cruciale del reclutamento e della formazione dei magistrati più giovani. Annunciando la scelta del voto in bianco, Salvini evidenzia come questo clima di scontro frontale rischi di non produrre alcun miglioramento concreto per il sistema giudiziario italiano.