Libri e teatro vietati in carcere: bisognerebbe rendere obbligatorio leggere “Delitto e castigo”
Riassunto
L'autore esprime forte preoccupazione per il divieto di progetti culturali come il teatro e gli incontri con scrittori nelle carceri di massima sicurezza, giustificato da motivi di sicurezza. Secondo Ferrero, queste iniziative sono strumenti essenziali per la rieducazione dei condannati e per offrire agli studenti esterni una reale educazione civica, superando pregiudizi e stereotipi. Limitare l'accesso alla cultura trasforma la pena in una mera vendetta, ignorando la funzione rieducativa prevista dall'articolo 27 della Costituzione italiana. È fondamentale mantenere aperti i canali di confronto tra la società civile e il mondo carcerario per favorire un reale processo di umanizzazione. Ciò evidenzia la necessità di non sacrificare il potenziale trasformativo della cultura in nome di una visione puramente punitiva del sistema penitenziario.