Firenze. Condizioni “inumane” a Sollicciano, parla il legale del ricorso alla Consulta

Riassunto

Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sulle condizioni inumane e degradanti del carcere di Sollicciano, accogliendo il ricorso degli avvocati Mimmo Passione e Nicola Muncibì. La tesi legale sostiene che una pena scontata tra degrado e sovraffollamento cessi di essere legale e debba essere sospesa o convertita in arresti domiciliari, estendendo l'applicazione dell'articolo 147 del Codice Penale. L'avvocato Passione ha chiarito che non si tratterebbe di una scarcerazione automatica, ma di uno strumento giuridico attivabile solo dopo un complesso iter giudiziario. Questa decisione rappresenta un momento di svolta potenziale per la tutela dei diritti fondamentali e mette in luce le gravi carenze strutturali del sistema penitenziario italiano.

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