Giustizia riparativa, sì all’avvio del programma anche senza coinvolgimento della vittima

Riassunto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8653/2026, ha chiarito che l'accesso alla giustizia riparativa non è subordinato all'ammissione di colpa o a offerte risarcitorie, ma mira a ricomporre la frattura sociale derivante dal reato. I giudici hanno stabilito che la gravità del reato o il rischio di vittimizzazione secondaria non sono ostacoli insuperabili, poiché esistono forme di mediazione che tutelano la parte offesa. Il magistrato può quindi inviare autonomamente le parti a un programma riparativo, valorizzando l'interesse pubblico rispetto a quello delle singole parti. Questa decisione rappresenta un passo significativo verso l'attuazione piena della Riforma Cartabia, promuovendo una visione riabilitativa e sociale del sistema penale italiano.

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