Commettono reato i parenti che ricevono telefonate illecite dal congiunto in carcere
Riassunto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1787/2026, ha stabilito che anche i familiari di un detenuto possono rispondere del reato di uso indebito di smartphone in carcere (art. 391-ter c.p.) a titolo di concorso morale. Secondo i giudici, la responsabilità penale si estende a chi, pur limitandosi a ricevere le chiamate, incentiva la condotta illecita attraverso una costante disponibilità e la partecipazione a conversazioni su attività criminali. L'articolo sottolinea la necessità di potenziare i controlli tecnologici e le perquisizioni per contrastare un fenomeno che permette ai detenuti di mantenere legami attivi con le organizzazioni di appartenenza. Questa pronuncia evidenzia la volontà della giurisprudenza di responsabilizzare chi, dall'esterno, alimenta l'illegalità penitenziaria anziché interrompere il circuito criminale.