Trento. Stanza dell’affettività in carcere “Il primo ad usarla? Un detenuto che si è sposato a settembre”
Riassunto
La casa circondariale di Trento ha attivato la "stanza dell'affettività", consentendo ai detenuti incontri intimi di due ore con i partner in totale privacy, come sancito dalla Corte Costituzionale. L'iniziativa, già avviata a Padova, mira a preservare i legami affettivi e a umanizzare la pena, offrendo uno spazio privato non monitorato visivamente dalla polizia penitenziaria. L'accesso è garantito a chi dimostra buona condotta, fungendo anche da incentivo per una gestione carceraria più serena e collaborativa. Questo provvedimento sottolinea l'importanza di tutelare i diritti inviolabili dell'uomo anche in stato di detenzione, favorendo il futuro reinserimento sociale dei condannati.