Suicidio assistito, parla il filosofo Maurizio Ferraris: “Darsi volontariamente la morte atto di libertà”

Riassunto

In un'intervista al Corriere Torino, il filosofo Maurizio Ferraris analizza il dibattito sul fine vita in Piemonte, denunciando come l'immobilismo politico sia dettato dalla ricerca di consenso elettorale piuttosto che dall'etica. Ferraris descrive il suicidio assistito non come una negazione della vita, ma come un atto di libertà e un'opzione umanitaria fondamentale per chi affronta sofferenze intollerabili. Egli critica aspramente la lentezza burocratica, che trasforma il diritto a morire in una tortura insensata, e invita a considerare la morte come parte integrante di una vita pienamente vissuta. Questo intervento sottolinea l'urgenza di una riforma che anteponga la dignità umana e il rispetto della sofferenza individuale alle lungaggini amministrative.

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