C’è un assedio su noi toghe e fa emergere la vera visione del Governo
Riassunto
L'articolo analizza lo scontro tra il Ministro Nordio e i vertici della magistratura italiana in merito alla riforma costituzionale, evidenziando una tensione che va oltre le correnti associative e coinvolge l'intera categoria. L'autore critica sia il metodo di approvazione parlamentare, ritenuto privo di un reale confronto democratico, sia il merito di un progetto che rischia di compromettere l'indipendenza dei pubblici ministeri. La riforma viene inserita in un quadro di generale erosione delle istituzioni repubblicane, dove la giurisdizione inquirente potrebbe diventare uno strumento operativo delle scelte politiche sulla sicurezza. Il testo conclude avvertendo che la separazione dei poteri proposta potrebbe condurre a un controllo politico della magistratura penale, segnando una deriva preoccupante per la democrazia. Questo scenario evidenzia una crisi profonda dell'architettura costituzionale del 1947 di fronte alle spinte populiste.