Migranti non idonei ai Cpr, l’esperto sui medici indagati: “Mai successo per i malati finiti nei Centri, morti compresi”
Riassunto
Sei medici di Ravenna sono indagati per falso ideologico per aver certificato l'inidoneità di alcuni migranti alla detenzione nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). L'infettivologo Nicola Cocco difende la loro autonomia clinica, sostenendo che tali centri siano scientificamente provati come luoghi intrinsecamente patogeni e dannosi per la salute fisica e mentale. Cocco sottolinea inoltre il paradosso per cui non vengono mai indagati i medici che certificano come idonee persone con gravi patologie, evidenziando una gestione dei CPR che privilegia le esigenze amministrative rispetto a quelle sanitarie. Questa vicenda solleva un interrogativo critico sul conflitto tra deontologia medica e politiche migratorie nel sistema italiano.