La risposta alla repressione non è la controviolenza, ma una strategia nonviolenta e trasformativa
Riassunto
L'autore analizza la necessità di affiancare alla cultura della pace nelle scuole una specifica formazione alla nonviolenza all'interno dei movimenti sociali, per contrastare un sistema globale sempre più militarizzato e repressivo. Pugliese sostiene che la contro-violenza di piazza sia eticamente sbagliata e politicamente controproducente, poiché finisce per favorire le logiche autoritarie che dichiara di voler combattere. Citando l'esempio di Alex Langer, l'articolo invita a riscoprire la nonviolenza come forza strategica e radicale, capace di trasformare il conflitto attraverso la disobbedienza civile e la partecipazione di massa. Solo sottraendosi allo scontro frontale è possibile costruire alternative reali e allargare il consenso verso un cambiamento sociale profondo. Questo approccio evidenzia la sfida cruciale di superare la polarizzazione per rendere i movimenti sociali strumenti di vera trasformazione democratica.