Se lo Stato calpesta anche le proprie vittorie
Riassunto
L'autore racconta la storia di Filippo Rigano, un detenuto che, dopo 33 anni di carcere e una laurea in Giurisprudenza conseguita con lode, resta recluso in Alta Sicurezza senza aver mai ottenuto permessi premio. Nonostante il radicale cambiamento interiore e l'impegno culturale, lo Stato sembra ignorare il successo del percorso rieducativo del condannato, preferendo mantenere regimi restrittivi basati sul passato criminale. L'articolo critica un sistema che privilegia la collaborazione con la giustizia rispetto al reale riscatto morale e intellettuale dell'individuo. Questa vicenda mette in luce la preoccupante contraddizione di un sistema penale che fatica a riconoscere la funzione rieducativa della pena sancita dalla Costituzione.