Firenze. “Un anno e mezzo da cappellano del carcere di Sollicciano”

Riassunto

Don Stefano Casamassima, cappellano del carcere di Sollicciano, descrive l'istituto penitenziario come un 'ospedale' che dovrebbe mirare alla guarigione e alla riabilitazione sociale dei detenuti, denunciando però il degrado delle strutture attuali. Il sacerdote evidenzia come la recidiva sia spesso legata alla mancanza di supporto esterno e alla povertà estrema in cui versano molti carcerati. Per rispondere a queste necessità, la comunità di San Pancrazio ha organizzato iniziative solidali, come una vendita di tortellini fatti a mano e una cena di beneficenza, per raccogliere fondi destinati ai beni di prima necessità. L'obiettivo è sensibilizzare la società civile a guardare oltre il reato, promuovendo una cultura del perdono e dell'integrazione. Questo racconto evidenzia l'importanza cruciale di una giustizia riparativa che coinvolga attivamente la comunità esterna.

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