Quando la giustizia tradisce sé stessa

Riassunto

L'articolo analizza il processo a Gesù e la figura del Grande Inquisitore di Dostoevskij per evidenziare come la giustizia formale possa tragicamente fallire nel proteggere la verità sostanziale. Pelligra esplora il meccanismo sociale del capro espiatorio e utilizza l'arte di Mark Rothko come metafora di una speranza che attraversa il tragico senza negarlo. Il testo conclude che la vera giustizia deve saper riconoscere il limite delle procedure quando queste calpestano la dignità e la libertà umana. Questa riflessione pone un interrogativo cruciale sulla tendenza delle società moderne a privilegiare la stabilità formale rispetto alla compassione e all'equità reale.

Leggi l'articolo completo su Il Sole 24 Ore →