Affettività in cella, stop ai divieti basati solo sul passato

Riassunto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11603, ha stabilito che il diritto ai colloqui intimi per i detenuti può essere negato solo in presenza di rischi concreti per la sicurezza interna, escludendo la rilevanza del passato criminale. Il caso riguarda un detenuto del carcere di Larino a cui era stato negato l'incontro con la moglie basandosi su vecchie informative di polizia e presunti legami mafiosi non confermati da prove attuali. I giudici hanno chiarito che l'affettività è un diritto soggettivo pieno e che la valutazione della pericolosità deve riguardare esclusivamente la condotta carceraria recente e documentata. Questa decisione sottolinea l'importanza della funzione rieducativa della pena, impedendo che il curriculum criminale diventi un ostacolo permanente ai diritti costituzionali dei ristretti. Tale pronuncia segna un'importante tutela contro l'applicazione di pene accessorie non previste dalla legge nel sistema penitenziario italiano.

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