41bis: sul “blocco” ai permessi premio parola alla Consulta
Riassunto
Il magistrato di sorveglianza di Spoleto, Fabio Gianfilippi, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale riguardante la legge del 2022 che impedisce ai detenuti in regime di 41-bis di veder valutate nel merito le proprie istanze di permesso premio. La normativa attuale prevede che tali richieste siano dichiarate inammissibili finché il decreto ministeriale di carcere duro è attivo, sottraendo di fatto al giudice il potere di esaminare il percorso rieducativo del singolo condannato. Secondo l’ordinanza, ciò violerebbe gli articoli 13 e 27 della Costituzione, poiché subordina una decisione sulla libertà personale a un atto amministrativo del Ministro della Giustizia anziché a una valutazione giudiziaria. La Consulta dovrà ora stabilire se questo automatismo sia compatibile con i principi di rieducazione e riserva di giurisdizione. Questa decisione rappresenta uno snodo fondamentale per il rispetto dei diritti individuali all'interno del complesso sistema carcerario italiano.