Più minori in carcere nonostante il tasso di criminalità in discesa: non si parli di “baby gang”

Riassunto

L'articolo critica l'uso improprio del termine 'baby gang' e l'approccio repressivo del decreto Caivano, che ha portato al picco di detenuti nei penitenziari minorili nonostante il calo storico dei reati tra i giovani. L'autrice evidenzia che la mancanza di distinzione tra diverse tipologie di aggregazioni giovanili spinge lo Stato verso soluzioni punitive invece di investire in prevenzione e servizi territoriali. La ricerca scientifica suggerisce che la detenzione spesso rafforza l'identità criminale invece di riabilitare, ignorando le cause profonde come la povertà educativa e la segregazione urbana. Questo scenario evidenzia una criticità preoccupante nel sistema penale italiano, dove la risposta securitaria sembra prevalere sistematicamente sulle strategie educative di lungo periodo.

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