Al mondo i conflitti non fanno più paura

Riassunto

L'articolo analizza come la propensione alla guerra dipenda dalla percezione del futuro: le nazioni che si sentono in declino tendono a usare la forza per ottenere oggi ciò che il tempo non garantirà più. Al contrario, durante la Guerra Fredda, la fiducia nella propria vittoria finale agì da deterrente psicologico, rendendo il conflitto aperto un'assurdità strategica. Oggi, le crisi in Russia, Israele e le tensioni tra USA e Cina nascono dal timore che il proprio potere abbia raggiunto il picco, spingendo verso azioni disperate per non soccombere alla stagnazione. Il prossimo incontro tra i leader di Stati Uniti e Cina sarà dunque cruciale per ristabilire una fiducia reciproca nella stabilità degli orizzonti futuri. Questo evidenzia come la sicurezza globale dipenda oggi non solo dagli arsenali, ma soprattutto dalla percezione psicologica della propria tenuta nel tempo.

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